Il concetto fondamentale della domotica

Molti pensano che una casa domotica svolga autonomamente determinate funzioni, io non sono affatto d’accordo nell’interpretare come “domotica” una struttura che agisce da sola secondo dei programmi preimpostati.

Il fatto che un termostato mantenga la temperatura di un ambiente entro determinati livelli, o che le tapparelle si alzino e si abbassino per una misura di luminosità interna all’ambiente non mi sembrano buoni esempi di domotica, ma semmai sono applicazioni di un sistema di regolazione a retroazione.

La regolazione a retroazione è infatti un sistema estremamente rigido: ha il difetto di non poter prevedere nè gestire gli eventi eccezionali e quindi spesso fornisce delle false sicurezze.

Facciamo un esempio molto semplice: immaginiamo di aver lasciato la casa dove abitiamo per una breve vacanza invernale, impostando la caldaia ed il relativo termostato in "antigelo". Siamo perfettamente convinti che la caldaia impedirà alla casa di scendere al di sotto di una certa temperatura ma.... una bolla d'aria nel gas manda in blocco la caldaia. Cosa accadrà? Nella migliore delle ipotesi troveremo la casa gelida, nella peggiore.... rimpiangeremo di non aver avuto un sistema di controllo.

Purtroppo non c'è niente da fare: al momento NULLA può sostituire il nostro cervello, sopratutto nella gestione delle ECCEZIONI, quegli eventi che, appunto, non sono previsti dai sistemi a retroazione.

Ecco, secondo me il termine “applicazione domotica” è riferito a quella struttura che mi permette:

  1. di essere nel posto X ma nel contempo di avere conoscenza delle entità fondamentali del posto Y, magari anche di avere visione di ciò che accade nel posto Y e,
  2. sempre essendo nel posto X di azionare attuatori posti nella località Y nel tentativo di porre rimedio a quello che ho “visto” sopra, con possibilità, tornando al punto sopra, di verificare se il mio intervento ha o meno avuto effetto.

In altre parole per me domotica è ciò che permette di spostare le mie mani ed i miei occhi senza spostare fisicamente tutto il resto.

Un valido progetto domotico quindi è quello che mi mette a disposizione in locale ed in remoto le informazioni necessarie (e si spera sufficienti) a comprendere la situazione che si è venuta a creare, e che mi permette di comandare attuatori opportunamente disposti capaci di porre temporaneamente (o meglio completamente) rimedio a questa.

E qui si comprende chiaramente come non esista una domotica generalizzata, ma ogni impianto DEBBA essere progettato tenendo ben presente:

  1. Quali sono le caratteristiche peculiari dell’ambiente nel quale questo viene installato;
  2. Quali sono i principali problemi che l’utilizzatore intenderà affrontare e di conseguenza quali sono le esigenze dell’utilizzatore;
  3. Quali sono i problemi installativi per i tre elementi fondamentali del sistema domotico

Impostare un progetto di domotica senza avere ben chiaro i tre punti soprastanti equivale a navigare a vista in acque pericolosamente affollate: la rotta sarà costantemente soggetta a costose correzioni.

È vero, UNA delle caratteristiche della domotica è quella di consentire modificazioni in corso d’opera, ma partire affidando tutto il progetto a questo semplice assunto non è il massimo della vita e mette a serio rischio il portafoglio.

Datemi retta: procuratevi una idea ben chiara di quanto sopra indicato e destinate alla flessibilità intrinseca della domotica gli errori, le disattenzioni e le imprecisioni derivanti dalla mancanza di esperienza, non l'intero progetto.

E veniamo allora ai tre elementi fondamentali che costituiscono la domotica.

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