Quali obbiettivi per fare domotica?

Come in tutte le cose anche nel “fabbricare domotica” occorre prima di tutto avere ben presenti gli obbiettivi da raggiungere e di conseguenza disegnare un progetto che permetta di raggiungere gli obbiettivi tenendo presenti i fattori vincolanti.

Con questo progetto cercheremo poi di trovare l'applicazione per: 

 

 

Nel caso di nuovo edificio non c'è storia: una volta stabilito che vogliamo avvalerci della domotica, il cablaggio verrà effettuato tenendo conto del passaggio del bus e del passaggio delle linee di potenza.

Abbiamo invece volutamente separato il caso di ristrutturazione di un edificio preesistente da quello della domotica parziale in una seconda casa perché mentre nel caso di ristrutturazione supponiamo di poter creare tracce nuove nei muri dove disporre corrugato per il bus, nel caso della domotica parziale vorremmo o utilizzare le canaline già presenti o comunque evitare il più possibile lavori di muratura.

E da ultimo in un capitolo a parte, parleremo della domotica a favore di anziani.

Cominciamo allora ad elencare gli OBBIETTIVI che possono invogliare una persona comune a rendere totalmente o parzialmente domotica la propria abitazione (principale o secondaria che sia).

Nei convegni si sente parlare molto di domotica e quasi esclusivamente gli impieghi che vengono presentati come “stato dell’arte” finiscono col riguardare disabili o anziani.

Fermo restando il fatto che giustamente si tenti di intervenire a favore delle categorie che fruiscono di una minore autonomia (ed a queste categorie è dedicato uno specifico intervento), sembra del tutto ignorato il fatto che la domotica potrebbe aiutare anche gli altri, coloro che hanno tutt’altro tipo di problemi e, magari, tutt’altre risorse economiche.

Immaginiamo allora una persona comune e cerchiamo di figurarci le ragioni per le quali questa potrebbe desiderare una domotica parziale o totale in casa, cerchiamo cioè di comprendere quali siano i problemi che riguardano ognuno di noi e che finora risolviamo con metodi “non congrui”, con approssimazioni, o con procedure tramandate da decenni e sicuramente obsolete (trascuriamo per decenza i problemi che invece di solito non si affrontano affatto…).

Quello che diremo nei paragrafi seguenti è vero nei confronti della prima casa, ma si estende anche alle abitazioni secondarie, siano esse appartamentini in campagna, al mare o in montagna!

  1. La sorveglianza
    Quando parliamo di sorveglianza di solito pensiamo ad un bell’antifurto: questa è una visione estremamente riduttiva del problema.
    Sorveglianza significa monitoraggio degli accessi indesiderati, ma significa anche controllo da eventi potenzialmente pericolosi come:

     

    • Perdite di gas combustibile;
    • Perdite di acqua;
    • Mancanza di energia elettrica (e quindi problemi ai frigoriferi ma anche alla caldaia);
    • Presenza di fumo;
    • Presenza di temperature pericolose o sgradevoli;

     

    che quanto meno possono mettere a rischio (se trascurate per lungo tempo) gli arredi e le strutture della casa stessa.
    In pochi ci pensano, ma in una casa, soprattutto se “lontana” e poco frequentata, si corrono molti rischi oltre a quello di visitatori indesiderati, e gli incidenti causano danni di gran lunga maggiori alla eventuale intrusione abusiva!
    La tradizione ci ha abituato ad una serie di “procedure” le quali hanno lo scopo di minimizzare questi rischi, ma queste procedure hanno, a loro volta, dei risvolti negativi che ignoriamo per mancanza di fantasia, perché non comprendiamo che il medesimo grado di sicurezza si potrebbe ottenere in altro modo.
  2. La comodità
    Ma oltre al problema della sicurezza la domotica dovrebbe affrontare anche il problema della “comodità” delle persone, e della miglior fruibilità della casa.
    Ad esempio arrivare in una casa disabitata da giorni può comportare una serie di “disagi” che vanno dalla necessità di arieggiare le camere alla necessità di riportare la temperatura degli ambienti a quella di un certo comfort, dalla necessità di riattivare le utenze elettriche al controllo minimale degli impianti (che il gas sia chiuso, che non ci siano rubinetti aperti o tubi che perdono).
    Ma anche alla partenza vi sono una serie di operazioni da compiere che a volte disturbano e non poco: immaginate ad esempio di avere avviato la lavastoviglie per lasciare tutto pulito e scoprire che sta cominciando a nevicare alla grande! Che fare? Scappare lasciando tutto in funzione, aspettare la fine del ciclo e rischiare di rimanere bloccati o fermare la lavastoviglie, lavare tutto di corsa a mano, chiudere tutto ed andare?

Ecco quindi che la domotica dovrebbe aiutarci in vari frangenti ed ecco che sta cominciando a comparire il concetto fondamentale di ciò che la domotica è o dovrebbe essere.

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