Prove di installazione della scheda S3 digitale

Dato che alcune schede S3 vengono acquisite da privati che si dilettano di montarle in configurazioni “di prova”, vuoi per scrivere del software vuoi anche per semplicemente provarle, ci troviamo spesso a fare delle raccomandazioni che non ci sogneremmo mai di dare ad un impiantista esperto.

In effetti le schede S3 operano ad una tensione di 12Vcc e debbono quindi essere collegate ad un sistema di alimentazione a bassa tensione che, consigliamo, dovrà essere certificato CE e magari anche IMQ.

I due marchi di certificazione sono molto diversi, ma la presenza di entrambi garantisce che l’alimentatore NON potrà causare danni o disturbi.

Ma le schede stesse sono destinate a pilotare carichi a 220V, e questa tensione è sicuramente pericolosa ed occorre operare con le dovute cautele ad evitare di venire accidentalmente a contatto con contatti alimentati da tensioni che possono danneggiare le persone ed anche causare la morte.

 

 

IL MATERIALE CHE SERVE

L’alimentatore a bassa tensione per fare delle prove con la scheda S3 può avere varie origini e forme, noi consigliamo di acquisire un alimentatore “da supermercato”, di quelli cioè che si trovano anche nei centri commerciali adatti ad alimentare le piccole apparecchiature elettroniche e che, in genere, hanno un trasformatore e tutta la circuiteria di alimentazione installata all’interno di una scatola che su di uno dei lati ospita anche la spina bipolare.

A volte questi alimentatori hanno la regolabilità della tensione di uscita ottenuta per tramite di un commutatore e la possibilità di invertire la polarità di uscita sui terminali.

A volte ancora vi sono diversi connettori d’uscita magari installabili separatamente.

Ma attenzione, magari avete in casa un vecchio caricabatteria di un telefonino che si è rotto? Beh quello è un alimentatore, di solito in corrente continua e magari anche ad una tensione sufficiente ad alimentare almeno una scheda S3, prima di comperare quindi un alimentatore guardate in casa se magari già non ne avete uno riutilizzabile!

Ma prima ancora di pensare all’alimentatore, ricordate che avrete sicuramente bisogno di un altro elemento che vi sarà molto utile nel prosieguo del lavoro un tester!

Dato che nei supermercati adesso si cominciano a trovare anche quelli, procuratevene uno di quelli piccolini, che vi servirà non solo per fare correttamente le prove, ma anche per individuare guasti e procedere ad una migliore verifica della installazione.

Un ultimo ed importantissimo elemento che vi dovrete procurare è un buon cacciavite cercafase, di quelli con la lampadina al neon all’interno: servirà ad individuare i cavi sui quali scorre la fase del 220V, cavi che assolutamente non vanno toccati a mani nude!

Per fare in sicurezza le prove che riterrete opportuno fare, poi, ricordate di procurarvi un ripiano di materiale isolante, solido ed antigraffio sul quale disporre la scheda che può essere fissata con 3 vitine autofilettanti inserite negli appositi fori predisposti nel circuito.

 

COLLEGARE LA SCHEDA AL PC

Immaginando che abbiate una unica scheda disponetela sul posto di lavoro e collegate al connettore RJ11 (telefonico) il cavo di raccordo col PC, utilizzando la presa più prossima allo spigolo della scheda stessa (connettore input).

Inserite il connettore DB9 dall’altro lato del cavo nell’alloggiamento DB9 del PC e la connessione è effettuata.

Ricordate che è buona norma collegare il PC alle apparecchiature esterne quando sia queste che il PC stesso sono spenti, per quanto riguarda le schede S3 queste non sembrano avere problemi ad essere connesse e sconnesse ad alimentazione inserita, ma non ci riterremo responsabili di eventuali danni laddove questa semplice precauzione non venga attuata.

 

ALIMENTAZIONE DELLA SCHEDA S3

Immaginiamo allora che voi abbiate collegato la scheda al PC, adesso dovete accenderla per fare sì che questa possa dialogare con il PC stesso (che nel frattempo avrete acceso).

La scheda S3 si aspetta una tensione di +12Vcc sul contatto 3 del connettore X3 (quello centrale, a tre soli poli), e il riferimento negativo lo aspetta sul contatto 1 sempre del connettore X3.

Dato che i contatti sono a vite sarà sufficiente tagliare il cavo di uscita dell’alimentatore, sbucciare i due fili d’uscita per circa 1cm ciascuno, torcendoli e ripiegandoli in modo che i filini sottili da cui è composto il conduttore rimangano bene uniti fra di loro.

Per identificare con chiarezza qual’è il polo positivo dell’alimentatore (da portare al contatto 3 di X3) e qual è il polo negativo dell’alimentatore utilizzate il tester: di solito questo ha due cavi, uno nero ed uno rosso che terminano con un puntale, avvolgete i due fili sbucciati ognuno su uno dei puntali e collegate l’alimentatore al 220V, se la lancetta del tester segna la tensione di 12V (di solito segnerà di più…) allora vorrà dire che avrete il polo positivo sul puntale rosso ed il polo negativo sul puntale nero.

Se invece la lancetta scatta sotto zero staccate l’alimentatore, scambiate i fili ( quello che prima era sul rosso portatelo sul nero e viceversa) e rifate la prova.

ATTENZIONE! La scheda S3 non è protetta nei confronti di alimentazioni sbagliate e può bruciare se non alimentata correttamente!!!

 

COLLEGAMENTO DI UN PULSANTE DI INPUT

A questo punto colleghiamo un pulsante per fare si che l’azionamento di questo attivi uno dei relais.

Le schede escono di fabbrica preconfigurate, oltre che con l’indirizzo standard 0000, anche con una connessione logica fra ingressi ed uscite.

L’ingresso 0 attiverà il relais 0, l’ingresso 1 attiverà il relais 1 eccetera, tenendo presente che sulle uscite viene configurato standard un timeout di circa 60 secondi.

Per collegare un pulsante sull’ingresso 0 si consiglia di operare come segue: con un filo sottile collegare il contatto 2 del connettore X3 (quello che sta nel mezzo fra positivo e negativo insomma) con i contatti pari (guardate il disegno dei contatti nelle note che accompagnano la scheda o che si trovano sul sito) del connettore X2 (non quello davanti ai relais, l’altro).

Prendete poi uno dei 2 cavi che arrivano dal pulsante e portatelo al contatto 1 del connettore X3 (quello dove c’è il negativo dell’alimentatore) e portate l’altro cavo del pulsante ad uno dei connettori dispari di X2 rimasto libero.

Premendo il pulsante con l’alimentazione collegata si deve attivare il corrispondente relais chiudendo il corrispondente contatto sul connettore X1.

Se avrete fatto tutto con precisione non ci saranno problemi di sorta.

ATTENZIONE: state alimentando un fotodiodo ed è estremamente importante, per non ROMPERLO, che voi colleghiate i contatti pari di X2 al contatto 2 di X3 dove è stata messa una resistenza di limitazione della corrente!!!

In tutti i casi sia il pulsante che tutti i fili di cui abbiamo parlato trasportano solo tensioni e correnti limitatissime e possono quindi essere toccati con le mani bagnate senza correre rischi (dipendentemente dall’isolamento offerto dall’alimentatore che avrete installato, è chiaro!).

 

COLLEGAMENTO DI UN CARICO

Il connettore X1, quello che si trova davanti al gruppo di 4 relais, riporta sulle coppie di contatti adiacenti i contatti normalmente aperti dei relais.

Ciò significa che i relais si comporteranno come interruttori normalmente aperti dove, cioè, non scorre corrente.

Ciò però significa anche che sui contatti del connettore X1 sarà presente la fase del 220V, quindi se sul connettore X2 possiamo operare senza riguardi e cautele, non altrettanto possiamo fare sul connettore X1 che è potenzialmente molto pericoloso, ed altrettanto pericolose sono le piste sottostanti alla scheda nella zona compresa fra il connettore X1 ed i relais.

Pertanto nel caso operaste con cavi pesanti che minacciano di trascinare la scheda, vi suggeriamo di ancorare la scheda stessa, usando i fori di fissaggio, ad una basetta isolante che impedisca alle mani di venire accidentalmente in contatto con questi punti.

Ricordate anche di collegare e scollegare cavi solo dopo esservi accertati che gli stessi siano staccati dalla rete elettrica, cioè effettuate il cablaggio che segue a corrente staccata e solo dopo aver completato e verificato le connessioni ricollegate la corrente.

Facciamo un esempio pratico:

Volete accendere una lampadina da tavolo con un relais della scheda S3.

  1. Scollegate il cavo di alimentazione della lampadina dalla presa di distribuzione elettrica;
  2. Smontate e togliete l’interruttore che spegneva/accendeva la lampadina;
  3. Portate i due cavetti risultanti dallo scollegamento ai contatti su X1 di uno dei relais;
  4. Isolate accuratamente i punti di prolunga;
  5. Ricollegate il cavo di alimentazione della lampadina

A questo punto con tutto in funzione se avrete messo un pulsante a controllare il relais da voi utilizzato… premendo il pulsante la luce si accenderà, premendolo nuovamente (o lasciando tutto fermo per circa un minuto) la luce si rispegnerà.

ATTENZIONE: non possiamo non sottolineare nuovamente che il maneggio della corrente a 220V è pericoloso e che dovrete attuare ogni precauzione per evitare di venire accidentalmente in contatto con questa tensione!

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